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Attività

COMUNICATI STAMPA

Eventi ed Incontri

Legalità e rispetto delle regole

  • Diamo un taglio ai costi della politica. In particolare IDV intende dare attuazione ai due quesiti referendari:
  1. a. Referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti.
  2. b. Referendum per togliere la diaria ai parlamentari.
  • Tassare i capitali esportati illegalmente e rientrati con lo scudo fiscale con l’aliquota Irpef.
  • Lotta all’evasione fiscale.
  • Eliminiamo le Province e la miriade di altri enti pubblici e società ormai inutili.
  • Tetto massimo per le pensioni d’oro.
  • Ineleggibilità dei condannati per delitti contro la pubblica amministrazione o finanziari e nessun ruolo di governo per chi è indagato.
  • Vogliamo una vera legge contro la corruzione.
  • Riduzione del 50% dei parlamentari

Il lavoro prima di tutto

Per uscire dalla crisi è fondamentale restituire ai lavoratori i loro diritti, così che possano tornare ad essere protagonisti nella vita sociale del Paese.
Lavoro
IDV intende dare attuazione ai due quesiti referendari:
a) Referendum per ripristinare l’efficacia dell’art. 18 nella parte in cui lede i diritti fondamentali dei lavoratori.
b) Referendum per abrogare l’art. 8 della manovra finanziaria del 2011: Esso colpisce pesantemente la centralità del Contratto Nazionale di Lavoro, indebolendo le donne e i giovani.
Nuovo modello contrattuale per aumentare la produttività:
a. 4 aree contrattuali a livello nazionale (industria, lavoro pubblico, servizi, artigianato) in cui si concentrino i diritti fondamentali (libertà individuali e di organizzazione sindacale, orario massimo, salario minimo).
b. Contrattazione a livello territoriale: carriere professionali basate sul merito, piano di formazione permanente, obiettivi di competitività, efficienza e qualità sono tutti argomenti che devono essere concordati nelle aziende oppure a livello di distretti produttivi o di aree territoriali economicamente omogenee. Gli aumenti salariali debbono essere legati al miglioramento dei fattori che si individuano nella singola impresa.

Salute e sicurezza sul lavoro: Ripristino delle norme in materia prodotte dal Governo Prodi, al fine di contrastare più efficacemente l’emergenza rappresentata dal milione di incidenti e dai mille infortuni mortali censiti che ogni anno si verificano sul posto di lavoro.

Valorizzazione dei diritti fondamentali alla salute, alla sicurezza e all’integrità fisica e morale attraverso politiche attive del lavoro coerenti, come nel caso dei contratti di solidarietà espansivi (o istituti analoghi).

Proporzionalità della retribuzione, come sancito dall’art. 36 della nostra Costituzione.

Più democrazia nei luoghi di lavoro e formazione di rappresentanze che effettivamente rispecchino la volontà dei lavoratori, in piena attuazione dell’art. 39 della Costituzione. Al riguardo, IDV ha già presentato una propria proposta di legge.

Responsabilizzazione sociale dell’impresa, come sancito dall’art. 41 della Costituzione.

Partecipazione dei lavoratori all’andamento economico e gestionale dell’impresa, in attuazione dell’art. 46 della Costituzione

Con l’impresa e per l’impresa

Piccole e Medie Imprese

Ridurre l’impatto dell’IRES, dell’IRAP e del cuneo fiscale.

Ridurre la pressione fiscale sull’energia e le accise sul costo del carburante per il trasporto.

Crediti d’imposta per i costi brevettuali e della Ricerca e Sviluppo.

Maggiore defiscalizzazione del costo per l’assunzione di giovani e donne.

Favorire lo start up delle imprese femminili nei settori innovativi.

Investire sulle infrastrutture (porti, aeroporti, autostrade, rete ferroviaria).

Semplificare le procedure burocratiche e amministrative.

Favorire l’accesso al credito:
a. Incrementare il Fondo di Garanzia e razionalizzare i Confidi (anche attraverso la creazione di uffici locali di assistenza finanziaria che facilitino il finanziamento delle PMI).
b. Rivedere i criteri di assegnazione del credito, troppo centrati sulle garanzie patrimoniali e poco o per nulla attenti alla bontà delle idee.
c. Linee di credito agevolato per le imprese a prevalenza femminile.

Rivisitazione del recente accordo del governo con le associazioni di categoria (tra cui l’ABI) con la sospensione delle quote capitale e l’allungamento dei finanziamenti in essere.

Flessibilità dell’impresa contro il precariato: riduzione graduale dell’orario di lavoro per le persone più anziane, accompagnata dal contestuale ingresso di giovani leve, secondo il modello del “contratto di
solidarietà espansivo”. (Per semplificare moltissimo, se due lavoratori “anziani” passano da 8 a 4 ore di lavoro al giorno e interviene per loro il contratto di solidarietà espansivo, essi avrebbero una retribuzione pari a circa 7 ore e l’impresa può assumere un apprendista ad 8 ore al giorno con evidenti vantaggi anche di natura economica.)
Riforma fiscale
Superare gli studi di settore: Servono regole certe ed oggettive per la determinazione del reddito d’impresa/autonomo.

Meno tasse sulle imprese che reinvestono in Italia.

Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

Minori aliquote fiscali per le imprese situate nelle aree depresse (in luogo degli attuali contributi a fondo perduto).

Contrasto all’evasione fiscale incentivando sempre più la moneta elettronica e disincentivando il relievo del contante.

Tassa patrimoniale sui grandi patrimoni, la tassazione sui capitali occultati all’estero e su quelli scudati.

 

Giù le mani dalla sanità

Recidere il legame perverso tra politica e sanità. Attualmente il controllo della sanità è delegato alle Regioni, che designano e controllano i ruoli apicali delle aziende sanitarie. I Direttori Generali decidono tutto nell’azienda sanitaria: dagli acquisti alle esternalizzazioni, passando per l’attribuzione dei ruoli di dirigente di struttura complessa. Riteniamo, pertanto, inaccettabile che la loro nomina sia di natura politica. Le aziende sanitarie debbono essere gestite da professionisti di comprovata esperienza nell’ambito gestionale, selezionati in base a criteri di trasparenza, soprattutto per quanto concerne la valutazione dei titoli.

Valutazione obiettiva della produttività professionale sia in campo medico, sia amministrativo. Obiettivo raggiungibile attraverso l’istituzione di un’Authority super partes (seguendo l’esempio del NICE britannico) che analizzi e raffronti i dati provenienti da reparti analoghi appartenenti ad aziende ospedaliere diverse, per verificare il rispetto degli standard europei in termini non solo amministrativi, ma soprattutto di percentuale di guarigione, complicanze, tassi di infezione e recidive.

Riportare trasparenza nel settore: Ciò si realizza con la pubblicazione online dei risultati delle aziende sanitarie e dei curriculum dei dirigenti. In particolare chiediamo che siano pubblicati in rete:
a. Curriculum e titoli di coloro che rivestono posizioni apicali nell’ambito del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) e dei candidati ai concorsi, sia ospedalieri che universitari.
b. Dati relativi ai risultati raggiunti nelle singole unità operative complesse, riguardanti numero di interventi effettuati, tassi di guarigione, di mortalità, e così via.
c. Elementi di pubblica valutazione delle procedure diagnostiche, utilizzate per pervenire alle diagnosi (con benchmarking tra diverse Unità Operative).
d. Elementi che permettano di misurare il rapporto tra risultato atteso e risultato conseguito per ogni procedura di trattamento, con la possibilità di verificare la corrispondenza di questo rapporto rispetto agli standard internazionali.
e. le voci di spesa delle Asl.

Garantire libertà di scelta: Le evoluzioni in campo medico pongono l’uomo di fronte a scelte “etiche” spesso complesse che solo fino a qualche anno fa sarebbero state impensabili. Da un lato, il progresso scientifico si scontra con la morale e con l’etica. Dall’altro, esso si deve confrontare anche con i fondamentali diritti dell’uomo. Tra questi, sono di primaria importanza l’autonomia di scelta e l’autodeterminazione della persona. Proprio sulla base di questi principi, l’Italia dei Valori ha affrontato con grande determinazione, nel corso di questa legislatura, temi eticamente sensibili quali la commercializzazione della pillola abortiva RU-486, la normativa sulla procreazione medicalmente assistita, la stesura di una legge sul testamento biologico, una mozione sull’obiezione di coscienza nel rispetto della legge 194. Temi che sono stati e che continueranno ad essere affrontati con spirito liberale, e cioè nel rispetto della laicità dello Stato, dei vari punti di vista e dei diversi credo religiosi.

Rendere più omogenea la qualità delle prestazioni, in termini di adeguatezza degli esami diagnostici e delle cure a standard internazionali di buona pratica medica: È questo un primo passo per contenere la migrazione sanitaria o mobilità passiva, problema rilevante del nostro sistema. Le pesanti disuguaglianze territoriali possono essere superate con la revisione e determinazione precisa ed inderogabile dei LEA e con una riorganizzazione della spesa e del territorio.

Potenziare la medicina di genere: La medicina di genere si occupa di studiare le differenze tra uomo e donna, i diversi meccanismi d’azione di alcuni farmaci a seconda del sesso, le eventuali differenze nel metabolismo, i diversi effetti collaterali. Promuovere l’approccio “di genere” permetterebbe, quindi, di ridurre gli errori nella prescrizione delle cure, di effettuare una più giusta prevenzione e assicurare un’adeguata appropriatezza terapeutica, determinando così un risparmio per il sistema sanitario.

Creare una cultura medica femminile negli ospedali e in ogni struttura sanitaria e territoriale. Promuovere un “percorso rosa” che preveda una migliore prevenzione, una maggiore tutela della gravidanza, con possibilità di usufruire della parto-analgesia, un più facile e mirato accesso a vaccinazioni e screening, sportelli di sicurezza presso il pronto soccorso, così da rendere più facile denunciare atti di violenza e servizi di sostegno psicologico e sanitario per i soggetti abusati.

Riorganizzare i presidi ospedalieri e riordinare i punti di nascita: Rispetto ad altri paesi, la rete ospedaliera italiana, è costituita per lo più da ospedali medio-piccoli, generalmente poco efficienti e molto costosi. Sarebbe auspicabile avere una dotazione di ospedali di medie dimensioni, moderni e attrezzati, distribuiti omogeneamente sul territorio e rapportati a centri di alta tecnologia.

Centralizzare gli acquisti e organizzare meglio il settore farmaceutico: Nell’ottica del controllo della spesa, è di fondamentale importanza l’accentramento delle procedure di acquisto per la fornitura di beni e servizi.

Rivedere il Testo Unico delle Leggi Sanitarie, che regolamenta la sorveglianza sulle farmacie: No alla deregolamentazione totale. Occorre invece assicurare l’uniforme distribuzione di farmacie e lo sviluppo di un clima di sana concorrenza che conduca all’abbassamento del costo dei prodotti. Si intende prevedere l’espulsione dal sistema dei titolari colpevoli di truffa ai danni del SSN o di attentato alla salute pubblica.

Procedere alla digitalizzazione delle cartelle cliniche e valorizzare le consulenze web: Economica, pratica e sicura, la cartella clinica via web è già una realtà in molti Paesi. Essa permette l’automatizzazione dello scambio di informazioni epidemiologiche, terapeutiche ed economiche, per esempio relative al costo di ciascun esame tra le varie aziende sanitarie e tra queste e gli organi preposti al controllo di gestione. È inoltre importante il ricorso alla telemedicina, o meglio alla possibilità di consulti, certificazioni e prescrizioni di farmaci online. È necessaria una regolamentazione precisa e la validazione giuridica della consulenza specialistica via web.

Valorizzare la medicina territoriale e del medico di famiglia. Nell’ottica di ridurre le spese e avvicinare la sanità al cittadino, dovrebbe spettare agli ambulatori – la cui rete va implementata – dispensare le cure primarie e non ai pronto soccorso ospedalieri, dove, attualmente viene trattata qualsiasi patologia. In tale ottica, il medico di famiglia e la guardia medica potrebbero entrare a far parte di un unico progetto, che abbia l’obiettivo di assicurare sul territorio un’assistenza sanitaria di qualità al cittadino, risparmiando notevolmente sui costi e garantendo la puntuale copertura sanitaria del territorio di competenza.

Assicurazione obbligatoria per limitare la medicina difensiva: Sempre più di frequente il medico si trova a far ricorso alla “medicina difensiva” – un insieme di atti e comportamenti finalizzati alla propria tutela giuridica in caso di contenzioso legale. Questa è una prassi che mal si concilia con l’appropriatezza terapeutica e che si traduce nella prescrizione di esami spesso inutili. Pertanto, è fondamentale prevedere per tutte le strutture sanitarie un’assicurazione obbligatoria, che possa garantire al paziente la certezza di esser risarcito se ha subito un torto e, al contempo, renda i medici più sereni nello svolgere la loro professione. Infatti, solo se questi ultimi si sentiranno liberi di svolgere la propria prestazione senza lo spettro di una possibile denuncia, potranno garantire al paziente un’assistenza sanitaria migliore.

La nostra idea next prev

  • SIAMO IN UN BEL PAESE... VORREMMO CONTINUARE A VIVERCI... AIUTACI A RICONQUISTARLO!

    Salvatore Doddi

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